Attività di tipo A: Servizi alla persona

La cooperativa sociale Zoe, con il suo lavoro, intende non solo inserirsi nel sistema produttivo territoriale, creando opportunità lavorative e di crescita economica, ma, in un senso più ampio, migliorare la qualità di vita dei cittadini promuovendo il benessere della persona: nella realizzazione di sé, nella partecipazione alla vita sociale, politica, culturale.
Zoe ha lo scopo (mission) di perseguire l'interesse generale della comunità alla promozione umana e all'integrazione sociale, attraverso lo svolgimento di

  • Attività di Tipo A:    gestione di servizi socio-educativi e assistenziali.
  • Attività di Tipo B:    svolgimento di attività diverse: culturali, commerciali e di servizi finalizzate all'inserimento lavorativo di persone svantaggiati.

 

SEZIONE PRIMAVERA (23-36 MESI) DI SAN QUIRICO


Asilo NidoLa Cooperativa Sociale ZOE, oltre a servizi specialistici di tutela minorile, si occupa di pedagogia per l’infanzia; la gestione della Sezione Primavera dell’asilo di San Quirico (che è una frazione del Comune di Sorano, GR) rientra in quest’area di attività.
Le Sezioni Primavera sono strutture educative collocate idealmente tra nido e scuola dell'infanzia; che ospitando bambini dai 24 ai 36 mesi, rappresentano un “ponte", un ingresso agevolato alla scuola dell'infanzia.
Il servizio, oltre alla diffusione di una cultura attenta ai bisogni e alle potenzialità dei bambini, in coerenza con il principio della continuità educativa di accompagnamento dei più piccoli all’ingresso nel percorso scolastico successivo, concorre a fornire una risposta alla domanda delle famiglie per servizi di questa natura.
La sua organizzazione, quindi, è pensata in funzione di un gruppo “omogeneo” di bambini, in spazi adeguati, con gruppi ridotti (da 15 a 20 bambini), con un rafforzamento della presenza degli insegnanti/educatori; in modo da non superare mai il rapporto 1:10 tipico della sezione grandi del nido.Asilo Nido 2

 


Decisivo è poi il progetto pedagogico ad hoc, riassumibile facendo riferimento al concetto di “apprendimento attivo”; quindi con una attenzione forte al tema della relazione educativa e dell’accoglienza, del benessere, della corporeità, dell’accompagnamento nelle prime forme di linguaggio, creatività, immaginazione.
Questo servizio educativo è entrato nell’ordinamento scolastico recente attraverso il Regolamento per riordino della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione, recepito dal Dpr 89/2009.

AFFIDO PEDAGOGICO

Il Supporto Pedagogico Domiciliare (altrimenti denominati Affido Pedagogico) si configura come un intervento con finalità promozionali e preventive che si pongono nella direzione di promuovere la crescita e il benessere globale del minore all'interno del proprio contesto familiare e nel proprio territorio; evitando forme di tutela più forti che prevedono, come soluzione estrema, l’allontanamento dal nucleo d’origine.

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Assistenza domiciliare a persone non autosufficienti: ADI/Assistenza malati Alzheimer/Patologie degenerative


L’Assistenza Domiciliare è stata definita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come "la possibilità di fornire presso il domicilio del paziente quei servizi e quegli strumenti che contribuiscono al mantenimento del massimo livello di benessere, salute e funzione".
L'Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) è un sistema di interventi e servizi sanitari offerti a domicilio; intendendo per domicilio sia l'abitazione del paziente, sia una struttura comunitaria, sia casa di riposo o struttura residenziale permanente. Assistenza Domiciliare 2
L’ADI si caratterizza per la “integrazione” delle prestazioni offerte, legate alla natura e ai bisogni ai quali si rivolge. Essa si basa sulla concordia degli interventi progettati e gestiti da equipe professionali multidisciplinari; la continuità assistenziale offerta dal concorso progettuale degli organi professionali coinvolti (sanitari, operatori del sociale, fisioterapisti, farmacisti, psicologi…) garantisce la condivisione degli obiettivi e delle responsabilità, stabilendo i mezzi e le risorse necessarie per il raggiungimento dei risultati di salute.
L'assistenza domiciliare, componente del welfare regionale e locale, è comprensiva di diverse tipologie di assistenza, che si articolano in livelli diversificati in base alla loro maggiore o minore intensità assistenziale, al numero e alla competenza professionale specifica degli operatori coinvolti, al profilo della persona a cui si rivolgono, alla modalità di lavoro degli operatori, e infine al livello operativo territoriale e integrato coinvolto. L'erogazione di prestazioni in regime domiciliare si concretizza in base a valutazioni di carattere economico e ad altre specifiche dell'utente.
I servizi erogati dalla ZOE attengono, all’occorrenza, ad aree di competenza diverse e coinvolgono professionalità interne ed esterne alla Cooperativa pure diverse. Tali aree sono:

  • Valutazione tecnico professionale dei bisogni di assistenza (infermieristica o meno) della persona, in funzione della gestione dell'utente in ambito domiciliare
  • Pianificazione dell'assistenza con definizione quantitativa, qualitativa e frequenza degli interventi domiciliari
  • Esecuzione e valutazione degli interventi domiciliari sia diretti (assistenza, interventi educativi e riabilitativi sociali, relazioni intra ed extrafamiliari), che indiretti (gestione organizzativa: gestione burocratica delle pratiche assistenziali affidate alla famiglia; educazione all'uso di presidi, ausili, e altri dispositivi in dotazione alla famiglia; educazione alla corretta applicazione delle indicazioni terapeutiche e/o farmacologiche affidate alla famiglia…)

Referente del servizio:

Sara Tedescucci 339.5745174

INCONTRI PROTETTI IN SPAZIO NEUTROspazio neutro 2

 

La Convenzione sui diritti dell’infanzia (1989) garantisce a ogni “essere umano avente un’età inferiore a diciott’anni” e che sia “separato da entrambi i genitori o da uno di essi, di intrattenere regolarmente rapporti personali e contatti diretti con entrambi i genitori”, a meno che ciò non sia contrario al suo benessere psicofisico e sociale (cf. art. 1 e art. 9, par. 3).

È per rispondere a questo fondamentale diritto dei minori che la cooperativa sociale ZOE ha creato, nel territorio del distretto Socio Sanitario VT/1, un servizio specialistico denominato: Spazio Neutro.

Favorire e sostenere la continuità della relazione tra il bambino e i suoi genitori a seguito di separazione, divorzio conflittuale, affido e altre vicende di grave e profonda crisi famigliare, è la finalità di questo tipo di servizio.
Lo Spazio Neutro, inoltre è uno spazio qualificato alla gestione degli incontri tra bambini e genitori, come luogo il più possibile neutro ai conflitti, alle rivendicazioni, alle strumentalizzazioni.
Lo Spazio Neutro si caratterizza anche come strumento qualificato e idoneo per osservare, valutare la qualità delle relazioni familiari nei casi di specifiche richieste da parte del CTU, in quanto la questione diventa più complessa quando esse entrano in contatto con il sistema giudiziario, come nei casi delle famiglie multiproblematiche.

I casi sono:

  • Famiglie che sono “messe alla prova” in quanto uno o più componenti sono affetti da handicap e/o malattia grave fisica e psichica;
  • Famiglia “disfunzionale” in cui è stata rilevata da parte degli operatori socio-sanitari una non idoneità nel compiere le funzioni di allevamento del minore proprie dell’istituto familiare;
  • Famiglie che “si mettono alla prova”, ovvero che scelgono di modificare la loro composizione attraverso l’affido etero-familiare, l’adozione o la separazione coniugale.

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ASSISTENZA A PERSONE CON PATOLOGIA PSICHIATRICA

In questo ambito la Cooperativa Sociale ZOE, oltre ad interventi di tipo educativo e riabilitativo sociale domiciliari (è di recente avvio la collaborazione con una Cooperativa di tipo A specializzata in interventi di questa natura, la BRAIN di Viterbo), è presente sul territorio del Distretto VT/1 della Provincia di Viterbo per la gestione della struttura residenziale "Villa San Giuseppe" di Montefiascone. Servizi nella psichiatria
“Villa San Giuseppe” è rivolta ai bisogni di cura di persone con patologie che richiedono trattamenti durante tutta la giornata, allo scopo di recuperare o rafforzare abilità e competenze sociali che consentiranno loro la ripresa di una vita nei vari contesti di appartenenza. La struttura è destinata ad otto ospiti che svolgono il loro programma riabilitativo e di cura, in modo parallelo e integrato ad altri presenti e che frequentano il Centro Diurno della struttura stessa; Centro che è stato il primo ad essere aperto nella Provincia di Viterbo e uno dei primi dell'intero territorio regionale.
L’utenza di “Villa San Giuseppe è un’utenza con patologie psichiatriche non in fase acuta o subacuta, che necessita di un progetto riabilitativo a medio-lungo termine, con abilità e autonomia sufficientemente conservate.

L’équipe multidisciplinare sviluppa progetti individuali terapeutici e riabilitativi, formulati a seconda della personale storia di vita, della diagnosi, della valutazione psicodinamica della personalità, della presenza o meno della famiglia, delle sue competenze in termini di supporto, con l’obiettivo di restituire e mantenere il più elevato livello di autonomia acquisibile e contenerne il rischio involutivo.
L’accesso è di norma successivo al ricovero ospedaliero presso strutture complesse, ovvero in SPDC o altre strutture di ricovero, concordato con i vari Servizi Sociali Territoriali, i Dipartimenti di Salute Mentale e tutti gli altri enti preposti alla “presa in carico” di questo tipo di utenza.

SERVIZI SPECIALISTICI DI TUTELA MINORILE

L’area di servizio riguardante i minori e il sostegno alla genitorialità è curata, dalla Cooperativa Sociale ZOE, impegnando un gruppo di professionisti con una preparazione e un’esperienza specifiche su infanzia e adolescenza, sulle problematiche della vita adulta e sulle varie forme ed espressioni di fragilità sociale.Nell’ambito del sostegno ai minori e alle loro famiglie, la Cooperativa Zoe collabora con i Servizi Sociali del Comune di Viterbo nella gestione di servizi specialistici di tutela minorile, quali:

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GRUPPO APPARTAMENTO DIURNO PER MINORI DISABILI

La presente iniziativa nasce dall’esperienza formativa come mediatore per l’inserimento lavorativo di persone disabili di uno dei membri della Cooperativa Sociale ZOE di Farnese, nell’ambito del progetto interistituzionale “Il Ponte”; che ha visto coinvolti: la Provincia di Viterbo (Assessorato Formazione, Lavoro e Politiche Sociali), l’Azienda Sanitaria Locale (UOC di Neuropsichiatria Infantile e UOSI Disabile Adulto) e l’Ufficio Scolastico Provinciale di Viterbo.
L’iniziativa è relativa alla creazione di un Gruppo Appartamento Diurno composto da Minori con Disabilità lieve e medio-lieve di Età compresa tra i 12 e i 18 anni.

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OSTELLO PER PERSONE CON DISAGIO PSICHICO

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La Locanda Lamone di Farnese, oltre a svolgere attività ricettiva ordinaria, svolge anche la funzione di attività ricettiva per persone con disagio psichico.
Al primo piano è disponibile una stanza per persone con handicap fisico. La locanda è al centro del paese ed è dotato di spazi esterni (alcuni dei quali coperti, in caso di condizioni meteo avverse) nei quali sarà possibile sia svolgere attività di laboratorio o ricreative, che godere di privaci e tranquillità.  
Il personale che gestisce l’accoglienza è composto da figure professionali formate al trattamento e alla cura dei disturbi e delle patologie di natura psichica (educatori, psicologi, terapisti della riabilitazione psichiatrica), nonché da altro personale generico relativamente alla gestione degli spazi di vita e al supporto domestico.

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